Publio Nostro: Palio, palio – 1944

Il percorso postbellico è ormai avviato anche nella Porto S. Stefano che dopo il 7 Giugno del ’44 può finalmente festeggiare la fine delle ostilità.
Come si è scritto in precedenza, i giovani sono il motore del riscatto. Quando ancora le polveri delle macerie non si erano posate, già la loro voglia di ripartire era come un vulcano in procinto di esplodere. Le prime “eruzioni” ebbero come protagonisti i ragazzi del Prurito che inizialmente basarono la loro attività su tre aspetti fondamentali:

1)La voglia di aggregazione sociale, di stare insieme, in poche parole la voglia di vignata. (vedi “l’inno del Prurito”).
2)La voglia di ricominciare con uno dei bisogni più fisiologici che un uomo possa avere, ossia quello di ritornare ad instaurare delle relazioni con l’altro sesso, cosa che in periodo di guerra o era stato completamente azzerato, o si era limitato al lumicino (vedi “Le ragazze del paesello”).
3)Il terzo aspetto lo trattiamo con questo testo. E’ insito nel DNA di ogni santostefanese, il quale non può trascendere da quello che succede in paese a Ferragosto da qualche anno a questa parte: il palio.
Soffermarsi sul palio inteso in senso generale crediamo non abbia senso, se non altro perchè crediamo di relazionarci ad un pubblico pressochè santostefanese.
Semmai è un aspetto specifico a suscitare il nostro interesse, ossia la nascita del palio moderno, quello postbellico.
Probabilmente quel palio di spettacolare aveva ben poco, se consideriamo che fu disputato senza virate, i guzzi portati fuori e poi via, a dritta, in fuga dai pirati sino al traguardo.
La gente festeggiava, con la stessa passione di oggi i protagonisti della gara che poteva vedere solo per l’ultimo tratto di palio.
Il vero spettacolo consisteva nel fatto che si faceva festa.
E si sa, che nelle feste, quelle autentiche, quelle in cui ci si gioca qualcosa in più che una semplice gara, spesso e volentieri ci si divide in maniera brusca, a volte si viene alle mani, ma molto difficilmente si diventa nemici.
Questo perchè in quegli anni, e ogni tanto anche oggi, è sempre la coscienza ad avere l’ultima parola.

Palio, palio… 

(Musica di Lello Sorbi e parole di Publio Terramoccia)

Palio, palio la felicità
solo tu ci sai sempre donar
mentre in cielo scintilla
la fiamma più bella,
oh ragazzi torniamo a cantar…

bimba bella quest’oggi il mio cuor
pensa a te, ma non pensa all’amor
la Pilarella, Valle, Croce, la Fortezza
sono il trionfo della nostra giovinezza

bimba bella quest’oggi il mio cuor
della festa sarà ‘l vincitor
con lo Scoglio, col cielo, col mare
col Rione ch’è stato il miglior!…

Forse il Valle robusto sul mar,
Pilarella che tutto sa dar…
Croce forza e bellezza,
la grande Fortezza,
oh mio Palio, non farti aspettar…

bimba bella quest’oggi il mio cuor
della festa sarà ‘l vincitor
con lo Scoglio, col cielo, col mare
col Rione ch’è stato il miglior!…

La redazione