mercoledì, Aprile 24, 2024

Araldica

Il Rione Pilarella prende il suo nome da una delle zone del centro storico di Porto Santo Stefano, costituito, insieme al nucleo di abitazioni nate all’ombra della Fortezza, anche dalle case che si svilupparono intorno a tutto il porto vecchio. Pilarella è il nome con il quale i santostefanesi hanno da sempre chiamato la fonte perenne che si trova all’angolo tra le attuali Via del Molo e Piazzale dei Rioni, ai margini di dove una volta c’era la spiaggia del porto, usata principalmente come scalo. Pilarella è il nostro particolare vezzeggiativo di pila, che in italiano indica anche la vasca di pietra che raccoglie l’acqua di una fonte.

Nelle prime edizioni del Palio Marinaro dell’Argentario i quattro rioni erano rappresentati simbolicamente da quattro gagliardetti, definiti nel regolamento del Palio del 1937. Quello della Pilarella era così descritto:

“Gagliardetto azzurro con un gambero al centro” (Nell’immagine seguente una riproduzione).

 

Nel 1950 viene redatto un nuovo regolamento dagli organizzatori della manifestazione e per la Pilarella vengono descritti i colori “bianco azzurro rosso” che potevano essere disposti a piacere sulla bandiera del Rione: “i colori
possono essere disposti a piacimento”.  Nell’immagine seguente si vede una bandiera a cinque strisce issata sull’asta del Rione negli anni ’60.

Riguardo gli stemmi rionali, quello della Pilarella fu così definito:

“Per la Pilarella viene fissato uno scudo diviso in due settori con taglio orizzontale; quello superiore in campo bianco contiene il tridente e due delfini; quello inferiore è suddiviso in sette strisce vertivali aventi alternati i colori azzurro e rosso.”

Lo stendardo del 1950 raffigura degli scudi che rispettano fedelmente la descrizione precedente. Nell’immagine seguente è riprodotto lo stemma della Pilarella dipinto sul Palio del 1950 e quello sul Palio del 1954.

Durante gli anni ’60 vengono nuovamente definiti gli stemmi araldici dei Rioni nella versione che, salvo aggiornamenti della descrizione, è quella rimasta fino ai nostri tempi. Per la Pilarella: “scudo Sannitico. Partito; nel primo di rosso un’anfora romana vinaria d’oro; nel secondo d’azzurro un delfino d’argento, con il capo rivolto in alto”.

Nella stessa occasione vengono descritte anche le attuali bandiere e i gonfaloni rionali. Per la Pilarella: “Rosso porpora, azzurro e bianco. Verranno disposti in cinque bande orizzontali, uguali, con il rosso alle due bande esterne, con l’azzurro in quelle intermedie e con il bianco in centro.”

Sui gonfaloni sono riportati il nome del rione, la bandiera, che fa da sfondo allo stemma e il nome del paese.