Un amore impossibile by Giorgio Severi (15ª puntata)

“DuDù che sei addetto al catering stasera?” Rocco entrò al bar Chiodo insieme a Uccio Giangetta. Il vecchio uomo non rispose nemmeno, scosse soltanto la testa china, intento a leggere la Nazione aperta sul tavolo. Rocco preferiva la pasticceria di questo Bar perchè li ricordava quella del Bar Rigamonti in via Condotti. Peccato per l’uso del latte a lunga conservazione che li faceva optare per un semplice espresso invece del cappuccino. Uccio tutto tirato esclamò: “Stasera grande inagurazione!”. Dietro il banco Cuccitella: “Ma chi? Ma dove? 100 a mangià e nessuno a lavorà…”. Intanto si fermò una cinquecento e sbarcò un’altro signore abbronzato piu’ di Briatore e capelli bianchi che salutando con la mano l’uomo che l’aveva portato disse: “Dudù oggi è peggio di ieri …”. Neanche stavolta Dudù rispose ma diversamente alla volta prima scosse la testa in modo affermativo. Gerardone, entrando prese un caffè e disse che la notte non aveva dormito dal caldo. Si sedette con Dudù e gli mormorò: “Mà fatto un caffè che ce l’avrei dovuto tirà nel muso… e devessi stato il primo. “Rocco seduto vicino disse che invece a lui piaceva il caffè del bar Chiodo. Era senz’altro da preferire da quello del Giulia. I due iniziarono una conversazione sul caffè, mentre Dudù continuava a leggere. Ad un certo momento Genio uscì con i centrini e le tovagliette, le dette a Dudù dicendo: “Forza un po’…”. Intanto si avvicinava un uomo accompagnato da una signora, e all’altezza del bar disse: “Mettimi con Gerardo…”. Giangetta, finito il Tirreno, lo passò a Gerardo dicendogli: “Te dallo a Capozzi…”. Rocco era stupito che tutto avveniva automaticamente, le parole spese erano pochissime, ma fra di loro c’era una grande intesa. Visto che Dudù non aveva voglia, Cuccitella si dette pace e incominciò a mettere i centrini. S’erano fatte le 11 e visto il caldo che faceva Rocco decise di andare a fare un bagno. Era sabato, il primo sabato di agosto, gli sarebbe piaciuto tornare alla Caletta. Quando Michele lo vide gli fece: “Sor Rocco! Come le va mano?” ” Bene bene!” “Che vuole un lettino? Non ci crederà ma ho gia’ dato tutto. Pero’ guardi proprio li, davanti al bar c’e un ombrellone a nome Caputo, si metta lì poi se viene gli dica che ce l’ho messa io”. Rocco ringraziò, posò lo zainetto, si spolse e si buttò. Poi si mise sul lettino. Nel frattempo era arrivato un signore vestito da ufficio. Capelli lisci con taglio alla moda. Da paggetto dietro e aperti davanti. E un paio di baffetti. Anche se lo chiamavano tutti per nome si vedeva che era uno potente… Salutò con cortesia Rocco, e dalla 24ore tiro’ fuori, la Repubblica, il Tirreno, il Corriere della Maremma, la Nazione e Tuttosport. Si accese un sigaro e si sdraiò sul lettino. Aprì tutti i giornali, uno alla volta. Finito uno lo lasciava cadere stancamente sulla sabbia. Infine si addormento con Tuttosport fra le mani. Rocco abbassò lo sguardo verso i giornali. Erano tutti aperti sulla pagina della tris…

-continua-