La Sede Rionale: è l’anno decisivo

Partire ad handicap non è una cosa piacevole, soprattutto quando ai blocchi di partenza si deve avere tutti le stesse possibilità di ben figurare. Immaginatevi come potrebbe essere un palio a Ferragosto con un guzzo diverso dall'altro. O la stessa gara con un timoniere collegato via radio con il preparatore, mentre gli altri danno il tempo al capovoga senza nessun riscontro tecnologico. Sarebbe tutto falsato e si cercherebbe subito di correre ai ripari. Un pò come fecero i nostri nonni del dopoguerra.

Nel palio del '49 la tensione salì così alta per la diversità dei battelli da gara che si decise di disputare due batterie di semifinale la mattina e la finale del Palio nel pomeriggio. Altri tempi, anche se dopo più di 60 anni le voci su probabili differenze tra un guzzo e l'altro è venuta fuori con la chiacchiera "grecale", bistrattato a destra e a sinistra, ma vincente alla faccia di tutti nel palio di quest'anno. Polemica che comunque si sarebbe sopita con la pesa delle barche o grazie ad una dichiarazione dell'organo supremo della regata di mezz'agosto. Insomma un palio con delle diversità strutturali non sarebbe palio. Ce lo dice la storia. Ma il palio, non inteso come gara, viene vissuto anche negli altri 11 mesi che non sono agosto e dintorni.

La sede rionale è un obbiettivo imprescindibile per mettersi alla pari degli altri. In tempi non sospetti, insieme ad altri, spingemmo affinchè s'iniziasse questo passaggio epocale. Tutto è filato liscio fino ad oggi. Ad ogni rione è stato affidato un fondo comunale, situazione nuova che ha permesso di allenarsi, di riunirsi, di presenziare, di festeggiare e soprattutto di organizzarsi senza l'ausilio di sale parrocchiali o di privati. Siano rimasti gli unici a non usufruire di tale comodità, ma di questo era prevedibile vista la mancanza di fondi del Comune all'interno del nostro territorio. Ma la Pilarella è rione che è stato abituato a vivere ed aggregarsi nella propria sede. Il "magazzino di Maria" è stato un punto di riferimento dagli anni 70 fino alla fine del secolo scorso. Ci sono state generazioni nate e cresciute con quel magazzino. Ricordi indelebili da cui è nata la passione e l'attaccamento rionale. Questo lo possiamo comprovare e non ci sarà bisogno di emulare gli altri per provare quello che anche loro avranno modo di verificare nel corso degli anni.

Come detto, siamo rimasti i soli. Tutti sanno quale mancanza deve essere colmata. Una soluzione è d'obbligo, perchè altrimenti, e qui ci ricolleghiamo al discorso iniziale, siamo indietro rispetto agli altri. Indietro in cosa, si domanderanno in tanti. Indietro nell'organizzazione e nei contributi a nostra disposizione. Se non avessimo un punto di aggregazione, l'organizzazione rionale ne risentirebbe in maniera pesante. Scontato che questo non può avvenire, c'è la necessità, come avvenuto anche in tempi passati, di affittare un fondo direttamente da privati. E la domanda nasce spontanea: i soldi chi ce li da? La realtà sarebbe questa, tre rioni non spendono nulla, mentre la Pilarella deve andare sul libero mercato e stipulare un contratto con dei privati. Secondo voi è giusto che il nostro rione spenda propri fondi mentre gli altri hanno la stessa situazione "a gratisse"? Certo che no.

Da questo dato di fatto bisognerà chiedere ai rioni stessi e all'amministrazione comunale una soluzione a tale problema. Una soluzione che accontenti tutti, una soluzione dove nessuno ci rimette, una soluzione dove gli interessi personali rimangono nell'angolo. Insomma è l'ora di passare ai fatti. E' l'ora che i commenti di solidarietà nei nostri confronti si trasformino in concretezza. Altrimenti siamo tutti bravi a parlare bene e a razzolare male. Per noi sarà un obbiettivo primario dove cercheremo di mettere la parola fine ad una situazione insostenibile.

La Pilarella cercherà nelle opportune sedi di farsi ascoltare. Agli altri il ruolo di comprendere e di condividere.

 

 

La Redazione