L’anno dopo la vittoria

Nella vita, nello sport, nel palio, sono più le delusioni che i momenti di gioia e felicità. Di fronte una sconfitta, il 15 a notte, quando si va a letto, diamo per scontato che al 99% ricorriamo il palio un altra volta. A chi non è mai capitato di sognare la gara? Eppure qualche volta dice bene, perchè c'è sempre un vincitore rispetto ai tanti sconfitti. Nel 2010 chi ha finalmente goduto è stato tutto il popolo pilarellaio.

Dopo un anno di chiacchiere che hanno portato al solito fumo e nessun arrosto, i pilarellai si apprestano e si preparano a mettersi in fila dopo la banda. Non incroceremo i puzzolosi, faremo "ciao ciao" agli spretati ed ai contadini all'altezza del monumento, ci avvieremo verso piazza in cima alla sfilata. Per un popolo qualsivoglia è un godimento assoluto. Per uno come il nostro abituato a vincere nel passato, è un ritorno a quei sapori a cui i nostri babbi e i nostri nonni ci avevano abituato. E quindi una domanda ci sorge spontanea: chi ci corre dietro? In sfilata tutti, nella rincorsa alla vittoria nessuno. Dodici anni erano veramente tanti. Aver esploso tutto quello che di accumulato avevano represso, ci ha lasciato un pò svuotati. Poi nel corso dei mesi ci sono state le defezioni di Maurizio e di Alessio, due centrali che hanno fatto la storia del palio. A qualcuno può sembrare che a bordo ora manchi qualcosa e non possiamo che non dargli ragione. Si, mancherà esperienza, forza e mentalità vincente, ingredienti fondamentali per una vittoria nello Stadio del Turchese. Ma le rinunce dei due Rosi, il ridimensionamento degli spretati e la giovane età dei contadini ha abbassato leggermente il livello. Anzi, diciamo che siamo ad un momento di cambiamento dove giovani volenterosi ed interessanti si stanno facendo largo. Non sarà un palio da 24 e 30, ma chi arriverà esimo non farà segnare tempi alti. E comunque chi ha due vogatori vincenti siamo solo noi. Non dico che partiamo favoriti in un palio di giovani leve, ma di certo non c'è un equipaggio strafavorito. E allora, cari rionali, possiamo tranquillamente affrontare questo palio con la consapevolezza che il più è stato fatto. Nessuno chiede niente a nessuno. Il nostro armo non avrà pressioni particolari e sarà libero di allenarsi senza lo stress che si respira quando la vittoria manca da almeno un decennio. Chi invece continua a sostenere che nel palio non ti senti realizzato se non dopo aver conquistato la Coppa D'Oro, beh ragazzi, a voi le Coppe D'Oro, a noi il doppio dei palii che avete voi in bacheca. Dateci lo stendardo un anno si e un anno no e poi ne riparliamo.
 
 
Paco Llorente