50 anni senza Carlo

“Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l’umil servo vostro.
Quel ch’io vi debbo, posso di parole
pagare in parte e d’opera d’inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono.”

Il finestrone spalancato, sebbene fosse ormai autunno inoltrato, faceva si che il quarto di luna su Monte Po entrasse in sala. Io con la testa sull’antologia ripetevo i versi dell’Orlando Furioso. Ettore me l’aveva promesso: “Domattina ti spenno!”. Ad un tratto fui distratto da un fischio che intonava una canzone in voga quell’anno:

“venite qui’ milord
accanto a me milord
se hai freddo nel cuor
io ti riscaldero’
ti streghero’ milord
ti incantero’ milord
tu non pensare a lei
ma prendi i baci miei
io so chi sei milord
i tipi come te
si trovan prima o poi
coi tipi come me”

Incuriosito mi affacciai e lo vidi. Portava uno spolverino con il bavero rialzato, forse, pensai, torna da “fare l’amore”, sicuramente era contento. Volevo chiamarlo, poi non so perché, forse per pudore, mi trattenni quel grido. Non me lo sono mai perdonato, perché quello é l’ultimo ricordo che ho di Carlo. Mi viene da ridere, a volte, quando sento dire, specialmente da Vallaioli, che le nostre vittorie risalgano alla preistoria, senza sapere che l’era moderna del Palio è nata proprio da questa coppia che ha stravolto tutti i modi di intendere la manifestazione. Se non ci fossero stati Carlo e Peppe, non ci sarebbero stati, nè Gabriele Solari ne’ Cucchione, nè Angioletto nè Pandoro. Saremmo rimasti allo Zio Rapa, a Bazzino, al Guitto, ai Pilombi, gente che fanno parte della Storia del Palio Marinaro, ma che, con lo sport, visto anche il periodo da cui uscivamo, c’entravano ben poco. Con loro, atleti veri, naquero gli allenamenti a terra, l’alimentazione era controllata, e i risultati si videro subito. Basta guardare l’albo d’oro. Prima del loro avvento la situazione era la seguente:

PILARELLA 5
CROCE 5
VALLE 1
FORTEZZA 1

Dopo sei palii, nel 1959, anno dell’ultima loro partecipazione con la Pilarella era questa:

PILARELLA 10
CROCE 5
VALLE 2
FORTEZZA 1

Questo significa che il vantaggio attuale delle 5 vittorie sulla croce, è ancora frutto di quegli anni gloriosi color seppia.

Inutile star qui a ripetere delle capacità fisiche eccezionali dei due ragazzi, dei titoli italiani di nuoto, tutte cose risapute. Vorrei invece soffermarmi sulle qualità umane di Carlo, e naturalmente Peppe, perché come le gemelle Kessler, non esisteva l’uno senza l’altro.
Classe ’35 le elementari sotto la guida del Maestro Montecchi, in classe con Giacomino di Palmira, Cascella, Pennato, Annamaria di Antognetta, Milla, Mario, Elvira del Moro e tanti altri, dopo la guerra si iscrissero all’Enem. Sezione Coperta, mentre in quella motoristi c’erano gli altri due maschi di casa, Elio e Giacomo, in ritardo causa conflitto bellico. Carlo e Peppe erano benvoluti da tutti, erano i figli modello, il fratello che tutti avrebbero voluto avere, il fidanzato che ogni mamma sognava per la figlia. Quando i due passarono alla Croce, ci furono dei rionali che li seguirono. Ma quando tornarono alla Pilarella ci fu una persona che passò con lui alla Pilarella. E ancora oggi è della Pilarella.
Quest’anno sono 50 anni. 50 anni sono tanti, ma il suo ricordo non diminuisce, specialmente in chi l’ha conosciuto e ci ha passato insieme quello che forse è, o almeno dovrebbe essere il momento più spensierato della vita.

Noi di Pilarellai.net, e crediamo che sia anche la volontà di molti rionali, chiediamo al Capitano e al Presidente della Pilarella di ricordare questa ricorrenza, per quello che Carlo è stato e ha fatto per il Rione. Basta poco, solo un po’ di volontà. Noi siamo pronti a collaborare. Basta che ce lo chiedete. Abbiamo già tutto in mente, come avevamo tutto in mente per festeggiare i 4 anni di “fila senza levallo”. Poi ci fu chi disse no, e andò tutto a puttane.

Noi del sito, apriremo una sezione a parte, come quella per Publio, dove presto inseriremo la storia della rotondasulmare sulla vittoria capolavoro del ’59. Chiunque voglia scrivere qualsiasi testimonianza su Carlo e Peppe, mandare delle foto, potrà farlo scrivendo ad uno degli amministratori del sito. In questo caso, eccezionalmente, apriremo anche ai rionali di Valle, Croce e Fortezza, sempre seguendo lo stesso iter. Saranno accettati anche articoli di anonimi.

Chiedere all’Ente Palio di organizzare qualcosa è un po’ troppo. Quest’anno siamo all’edizione numero 70, e stiamo ancora a ricordare l’incontro di Teano, quando ormai si potrebbe incominciare a ricordare la Nostra Storia. Sia essa Pilarellaia o vallaiola invece che crociaiola o fortezzaiola.

Mazzetti, Delio, ora la palla passa a voi e ricortatevi che noi ci siamo e l’indirizzo lo sapete. Sono passati 50 anni, ma ,per tutti noi Tarzan ne ha sempre 26 e fischiettando cammina scanzonato verso lo Sconcione.

L’editore