La coerenza e il rispetto, prima di tutto

"Le regole ci sono e vanno rispettate". Detto da santostefanesi, lascia molto a desiderare. Noi siamo quelli che parcheggiamo fuori al Giulia, quando esiste un divieto. Noi siamo quelli che buttiamo i sacchetti del sudicio a tutte le ore, quando c'è una fascia da rispettare. Noi siamo quelli che facciamo un pezzetto di strada con lo scooter in controsenso, quando il codice stradale lo vieta.

Siamo sempre pronti a puntare il dito, ma se ci toccano il proprio orticello, la regola, come per magia, non ha più importanza. Quanti moralismi si sentono in giro. "Quello con la concessione fa quello che gli pare. Mette i tavolini pure dove non gli è permesso" "Ok, allora iniziamo ad effettuare i controlli. Lei, per esempio, ha la freccia anteriore di sinistra rotta. Favorisca i documenti" "Porc**** put****, e che si ragiona così? ecc ecc".

Quello che avviene nella vita di tutti i giorni, paro paro, si specchia nel palio. Questo accanimento nei confronti di far rispettare a tutti i costi un articolo dello Statuto, in questo caso l'art.41, non va di pari passo con la tendenza generale. Ci sono purtroppo molti articoli nel nostro Statuto che non vengono rispettati. La maggior parte sono obblighi dell'Ente Palio. Tanto per fare alcuni esempi:

  • art.2, “Suddivisione storia del paese in Rioni” non vengono rispettati i confini rionali con conseguente addobbo rionale errato.

  • art.13 “Manifesto del Palio”: quest'anno la dicitura “dovrà rappresentare uno scorcio del paese, di un luogo o costruzione caratteristica di Porto S.Stefano” non è stata rispettata.

  • Art.14 “Esposizione dei vessili e delle bandiere”. Quest'anno non sono state issate le bandiere dei rioni come da comma “b”, sull'asta d'onore del Palio Marinaro.

  • Art.15 “Consegna dei battelli ai Rioni dall'Ente Palio”. Si parla di seconda domenica di luglio e non secondo sabato, causa finale dei mondiali di calcio.

  • Art.16 “Benedizione delle imbarcazioni”. Si parla di parroco e non di un suo sostituto.

  • Art.19 “Bando di sfida del Palio Marinaro”. In programma il 14, non viene mai effettuato.

  • Art.51 “Timone d'argento”. La sera della presentazione degli equipaggi dovrebbe essere resa pubblica la lista degli otto giurati che saranno chiamati a votare sul premio per il miglior timoniere.

 

Questi sono alcuni esempi. Situazioni che non importano a nessuno. Regole che comunque ci sono e che dovrebbero essere rispettate. Ma forse è meglio dare in testa all'odiata Pilarella, rispetto che curare a 360° l'immagine completa del Palio Marinaro.

Un atleta come Maurizio Coccoluto non si discute. Ha vinto con tutti. Non c'è nessuno in paese che possa negare di aver gioito verso il Re Leone. Maurizio è un esempio per tutti i ragazzi. Di come si possa fare del sano sport anche alla venera età di 42 anni e permettersi ancora di imporsi nello Stadio del Turchese. Il paliante per antonomasia. Colui che ad oggi è il più vincente nella storia del Palio. L'Ente Palio ha tutta la facoltà di decidere in modo indipendente senza che nessun Rione possa contestarne l'operato. Senza ingarbugliarsi in troppi formalismi, basterebbe usare il buon senso, essere giusti e obiettivi, rispettare la tradizione e i fondatori del Palio. Non si può pensare di penalizzare o squalificare uno che è nato, cresciuto e vissuto a Porto Santo Stefano, ha avuto la residenza per 43 anni consecutivi, in base a una regola fatta proprio per far fare il Palio solo ai santostefanesi. Si andrebbe nel verso opposto del senso della regola. Sarebbe assurdo, rimarebbe una macchia indelebile per il Palio, un errore colossale guidato dallo spirito fazioso, che rischierebbe di rovinare tutto. Per adesso ci siamo salvati dal doping e adesso dovremmo cambiare il vincitore per la prima volta in 69 edizioni per una regola che poteva essere scritta meglio? Inoltre sarebbe completamente antisportivo.

Il rispetto prima di tutto.

Che ognuno si prenda le proprie responsabilità. La Federazione si è tirata fuori. I panni sporchi questa volta ce li laveremo in casa.

La redazione