L’equipaggio giusto al momento giusto

Quando nello scorso autunno il Consiglio annunciò l’equipaggio, i rionali si potevano classificare secondo due correnti di pensiero: quelli che dicevano che tanto con questi giovani non si conclude mai niente e quindi era giusto fare un’equipaggio per vincere subito coi pezzi da novanta e quelli che dicevano che qualche giovane andava messo perché tanto il Valle era imbattibile, visto il tempo che aveva fatto (24’28”) e quindi bisognava pensare anche al futuro.
In molti osservarono anche che si poteva mettere un timoniere giovane e leggero e avere Corrado comunque dietro l’equipaggio.

Nessuno ha mai detto che il nostro equipaggio non fosse forte (Cucchione, Alessio e Daniele de la formica, Mario Basler e lo Speziale) e nessuno ha mai detto che potesse essere in grado di fare un tempo minore di 24’28”. Dopo la gara di quest’anno i due fatti non sono stati smentiti.

Io la pensavo nel secondo modo ed ero contrariato da questa scelta. Vedevo un 2010 con un secondo o terzo posto e l’equipaggio da rifare, con Fortezza e Croce già proiettate nel futuro, insomma un bel dramma. È logico che dopo 10 edizioni che non vinci il pessimismo inizia a farsi largo, soprattuto quando ti sei fatto il mazzo per il Rione, praticamente a vuoto per quanto riguarda l’equipaggio.

Un bel giorno però mi si accese un lume di speranza quando appresi la seguente notizia: la Ronca non fa il Palio, al suo posto Maurizio Schiano. Al Valle tutti contenti perché tanto era imbarcato un forte vogatore, vincitore di Palii numero “0”. Io avrei scelto l’usato sicuro, anche se è vero che i meglio pezzi erano già al molo, sono sicuro che i vallaioli non ci hanno neanche pensato e sono andati subito su Cippegumme, per voler strafare.
I mesi invernali passano lenti e le notizie che giungono sono solo quelle che dicono che i ragazzi si stanno allenando. In tarda primavera la Pilarella annuncia Casalini al posto di Scotto, che per motivi di lavoro non riusciva a stare dietro alla situazione dal punto di vista fisico.
La scelta di Luca mi trova in accordo, soprattutto perché Luca è comunque allenato, e per questo viene esclusa l’ipotesi Pucio. Non solo, questo imbarco dà anche un po’ di continuità col passato, intesa a non vanificare del tutto il lavoro degli ultimi anni.
Con questo imbarco inizio a vedere l’equipaggio con un occhio diverso, sia perché conosco le doti di Luca, sia perché, in caso di vittoria, non mi sentirei più di aver lavorato a vuoto negli anni passati.

Gli eventi che mi allietano non finiscono qui, il Valle pesca il Grecale e noi evitiamo il Maestrale caduto dalla gru. Forse sono leggende ma hanno il loro peso a livello psicologico.
Anche se all’inizio ci si rende conto che bisogna migliorare, i vogatori sono soddisfatti di Luca e l’equipaggio inizia a crescere bene.
Arrivano i primi riscontri cronometrici, quelli con boe e GPS che lasciano il tempo che trovano. Girano voci che danno la Croce come equipaggio del secolo. Con i gavitelli tutto tornà alla realtà, la Croce va bene e noi pure, il Valle non si scopre.
Ai primi giorni di agosto nessuna notizia su percorsi del Valle, e qui inizio a sospettare dei problemi per Solari & C. che si tramutano in realtà dopo la loro prova sui 2000 metri.
A questo punto inizio a crederci davvero, e a dormire male in uno stato d’ansia. Meno male che mancavano pochi giorni a Ferragosto.
Non è finita qui, la Pilarella cresce ancora e sfodera un grande tempo sui 2000. Ancora, siamo all’apoteosi… il 13 il Valle fa una vai e vieni mettendoci un secondo in più della Fortezza!

Arriviamo alla resa dei conti, prima della partenza l’ansia da prestazione dei rionali si può toccare.
Pppah! È partito il 69° Palio Marinaro dell’Argentario. Alla prima girata vedo il Valle in testa, la Croce seconda la Pilarella e la Fortezza appaiate, ma è un nulla di fatto perché la differenza è al massimo di un metro. La tensione sale a livelli indescrivibili in attesa della girata successiva. Vedo la nostra prua che arriva ancora terza sul gavitello di pochissimo ma usciamo per primi dalla girata e inizio a trattenere l’euforia. Alla terza girata si scopre una grande terza vasca della Pilarella e scoppia l’esultanza di quelli che soffrono dietro i pali d’acciaio sul molo, gli occhi sono lucidi dalla gioia ma si cerca la conferma alla girata successiva. Il distacco aumenta, partono i primi cori per alleggerire la tensione, le bandiere sventolano, abbracci e lacrime, si contano i secondi.
Alla girata ne abbiamo 6 sulla Croce, a quella dopo ne conto 7 e capisco che salvo incidenti è finita, il sogno si sta avverando…. tutti a mare e sono 23.

24’38” significa che il Consiglio ha lavorato in modo impeccabile per lo scopo di far rendere l’equipaggio al massimo delle proprie possibilità. Significa che i ragazzi hanno lavorato con grande determinazione, si sono confermati ottimi atleti e uomini. Sono stati eccezionali.

Corrado Fanciulli. Quando l’ho visto notevolmente dimagrito alla Consegna dei guzzi sono rimasto impressionato dalla sua caparbietà, determinazione e voglia di riscatto. In queste condizioni non c’è paragone con i più giovani e leggeri Guzzon e Bausani. Se perdi 10 cm in corsia ne recuperi 100 in girata, il Timone d’argento è suo, altrimenti abolitelo.

Luca Casalini. Ha esordito con noi nel 2003, ha perso con la Fortezza nel 2005, è tornato a crescere alla Pilarella con gli equipaggi guidati da Divulsi. Qualcuno lo ha bollato nel modo sbagliato, non facendo caso che gli equipaggi nei quali ha fatto il capovoga con equipaggi giovani che sono arrivati a 10-15 secondi dai grandi equipaggi fortezzaioli della Coppa d’Oro. Quest’anno Solari di secondi ne ha presi 42!

Maurizio Coccoluto. A 43 anni non è secondo a nessuno. Non dipende solo dal fatto che giovani Cucchioni non se ne vedono ma anche perché a livello biologico è come se lui avesse 36-38 anni. Se voghi nel suo equipaggio ti senti invincibile, se ce l’hai contro non puoi essere tranquillo. Se gli altri sono galacticos lui che è? Intergalacticos!

Alessio Schiano. Ecco uno che col Cucchione a bordo ha vinto quattro volte su quattro. Classe ’75, ci sono cresciuto insieme nei campi da basket di tutta la Toscana e lui era sempre il più atletico della squadra. 4 vittorie su 9 è il dato che conferma che è uno dei più forti degli ultimi 20 anni. Se si allena bene sono cavoli amari per gli avversari.

Mario Rossi. Esordio nel nostro Rione, anche lui con un ottimo rapporto Palii vinti-disputati. Non è meccanicamente adatto per il secondo reme ma al quarto rende in modo ottimale: forza e agilità. 3 vittorie nelle ultime 3 gare disputate dopo essersi fatto le ossa alla Croce, è un pezzo da novanta a 33 anni.

Chissà cosa sarebbe successo se la Pilarella avesse fatto questo equipaggio l’anno scorso? Avremmo potuto perdere con una della più grandi prestazioni della storia. Non ci interessa. Negli anni di digiuno abbiamo avuto tutti i tipi di colpi di sfortuna, speriamo davvero che la vittoria sia un segno che il nuovo decennio avrà una tendenza diversa.
Quest’anno molti giovani pilarellai hanno visto vincere il loro Rione per la prima volta nella loro vita? Cosa si prova? Lo so benissimo perché ho vissuto la stessa cosa nel 1992. Sono contento che il loro incubo sia finito.

Nazzareno Picchianti