Da un altro punto di vista

Stesso posto, stessa ora. Solite facce e soliti discorsi.  Il Palio è finito da dieci minuti e siamo già tutti sotto il comune. C'è chi è passato a salutare i vogatori, chi è arrivato dritto, qualcuno non ce la può proprio fare a vederli festeggiare e fa avanti e indietro perchè gli resta davvero difficile stare defilato. Vuol dire la sua, come tutti gli altri. Quello se ne deve andare. – Poche donne nel consiglio. – Ma un reme in mano l'hanno mai preso??!! – Il preparatore non va bene.

Mandatelo a casa il genovese. Belin. – Sti ragazzi non ce la fanno. Quello poi. – Ma quello è nel consiglio che è in comune? Ma se non l'ho mai visto alzare un dito. – Come se dei vestiti della sfilata ci importasse qualcosa, pensassero a vincere va che sono anni che stiamo a bocca asciutta. – Troppe donne, sanno un cavolo quelle del Palio – Pensasse alla politica e lasciasse stare la Pilarella. – Ora entro io e vediamo se le cose non cambiano, sti vagabondi nullafacenti. – Quello lì c'è solo per la fascia. – Quello non è nemmeno pilarellaio.

Quasi le otto del 15 Agosto 2009?!?!?! Si
Ma anche del Ferragosto del 2008, 2007, 2006, 2005, 2004 e via dicendo fino a che io ricordi (e non è un lungo periodo ma già qualche annetto). La storia si ripete. Recentemente siamo anche questo. Noi pilarellai, a differenza degli altri ci fermiamo sotto il comune, stiamo dal lato 'nostro', ovver a destra rispetto a 'quegli altri' che festeggiano dando le spalle al mare. Siamo là, a vedere qualcun altro che festeggia e a chiederci cosa è andato storto. Quando vinci è facile essere tutti uniti. Quando non vinci da tanti anni è facile scaricarsi le colpe a vicenda.
Un déjà vu. I discorsi sono gli stessi da anni. E le facce pure. Il criticato era il criticatore, e il criticatore magari era il criticato. O forse no. Forse è solo qualcuno che la sua di faccia non ce l'ha mai messa. Fatto sta che vedo sempre la stessa gente là sotto. Quindi magari è gente che ci tiene davvero alla Pilarella. E se poi sento i soliti discorsi da anni mi viene la rabbia, perchè alla fine là in mezzo che festeggio non ci sono.

Non ci credo io nelle due fazioni. I buoni e i cattivi, gli onesti e i disonesti. Ci sono i pilarellai, che sebbene superiori a tutti gli altri (e qui posso dirlo perchè noi qua del politically correct ce ne strafreghiamo) sono pur sempre umani e possono sbagliare. E hanno le proprie teste, che essendo teste celebralmente dotate sono solite pensare. Ma sebbene siamo quattro gatti siamo troppi per andare all'unisono. Non vedo momento migliore, dopo un quarto posto del genere con nientepopòdimeno che i puzzolosi che festeggiano, per dare dimostrazione agli altri 3/4 di paese di cosa sia la Pilarella (se si impegna). Quindi impegnamoci. TUTTI. Ognuno con quello che può mettere a disposizione. Tempo, esperienza, consigli, denaro, faccia. Spero che presto ci sarà un'assemblea, e che potrò partecipare, e che come me ci saranno altre persone volenterose di dire la loro e di ascoltare le idee degli altri.

Nel frattempo, nell'attesa che qualcosa si muova, vorrei ricordare a tutti coloro che leggono ma non possono scrivere su questo spazio che su dieci letterine noi non siamo mai in disaccordo e ne abbiamo dato prova con coretti sotto il comune anche quando di puzzolosi non ce n'erano più.

 
 
Claudia Pollio