Giudizio Universale: Il Mercato…

Il Mercato del Sabato – Chiamatela come vi pare , consetudine, routine , tradizione, ma ormai un sabato si e uno no mi tocca andà ad Orbetello, per accompagnare le Sorelle Materazzi al mercato.
Una settimana tocca a me , l’altra al mio cognato. Ma mentre lui fa il cavalier servente alle signore, io le scarico a Neghelli e torno ad Orbetello Città. Un salto al Bar Rossi, cappuccino, pezzo, una sfogliata a Gazzetta e Tirreno, due chiacchere con Caldori rimembrando i vecchi tempi, e poi mi tuffo dentro a Bastogi, per una full immersion di libri. Ci passerò due ore. Sfoglio di tutto. Quello che mi colpisce è che la libreria non è mai vuota. In ogni attimo ci sono almeno cinque clienti. Tutti indigeni. Che chiedono informazioni sui libri, e spesso comprano. Gente che entra e gente che esce. Di ogni età. Di ogni ceto. Siete mai entrati nella nostra libreria in piazza. E’ difficele trovarsi una persona. Solo in estate si riempie. Di forestieri. Lo diceva sempre Lavaggi. Semo un popolo senza cultura. Gli orbetellani sono anni luce davanti a noi. E’ la verità. Dentoni poi ha fatto il resto. Oggi Orbetello è la vera perla della Costa d’ Argento. Il Corso è un piccolo gioiello. I negozi aprono. Da noi chiudono. Anche loro anno avuto anni bui, come quelli che stiamo passando noi. Poi Dentoni è riuscito dove quelli di sinistra non non hanno. Oggi c’è Mattioli, ma chi comanda è sempre Dentoni. L’altro serve per avere i soldi da Roma. Noi fino a quando non troveremo uno così non ce la faremo ad alzare la testa. Non importa se di destra o di sinistra. L’importante è che sia uno che pensi si alla politica, ma che abbia anche un po’ di amor proprio. O io li libri non solo li sfoglio, li compro pure. L’ ultimo : In nome della madre di Erri De Luca.

Altre puttanate:

Come fanno in molti, pure io l’ultimo dell’ anno tra una fetta di Pandoro, un frizzantino e du nocciline ho buttato l’occhio sullo show di Rai Uno, che trasmetteva in diretta da Rimini, quindi non dal Polo Nord, e vedeva in scena tutti, con piumini, cappotti e sciarpe. Una cosa assolutamente ridicola. E’ come se, Sir Paul Mc Cartney, quando ha suonato a Mosca fosse salito sul palco con il cappotto, o come se gli U2 quando fanno una serata in una città fredda suonino con la sciarpa e i paraorecchi. E’ un assoluta mancanza di rispetto per i telespettatori e mancanza di credibilità in termini di spettacolo. Se spettacolo deve essere che spettacolo sia, e che il conduttore e i suoi ospiti si prendano freddo e chissenefrega! Le ballerine con i piumini? Se avete freddo cambiate mestiere, non salite in scena, andate a lavorare in ufficio e toglietevi dai coglioni. Avete sbagliato mestiere. Carlo Conti avrà guadagnato una cifra con diversi zeri e non ha sentito il bisogno di levassi la sciarpa e lo spronchise, come se fosse salito in scena per sbaglio e non vedesse l’ora di scappare a casa per festeggiare con i suoi. Persino una come Luisona Corna, che solo a guardalla ti da la sensazione che se li metti una mano tra le cosce ti fai un’ustione di primo grado, era infagottata come una befana. Miserie d’ Italia, direte giustamente voi. Che ci frega a noi di Conti e dei suoi ospiti. Una cosa co tengo però a dire, senza ironia, di come una vecchia volpe dello spettacolo come Little Tony sia andato in scena con una semplice giacchetta di lamè. Senza cappotto o sciarpa. Non mi risulta che sia morto o si sia ammalato. Qualcuno lo dica a Carlo Conti e ai suoi ospiti.

Gemelli diversi: Christian Panucci (terzino destro A.S. Roma) – Giovanno Anichini (Cuccitelletta marito della Zaccarietta)

Durante le feste sono andato pure a ballà al New Line. Tanta gente. Pista sempre piena. Ma quando Danielino faceva mette “Le Freak c’est chic” , canzone datata 1978, impazzivano tutti.

Risulta peraltro evidente,
anche nel clima della distenzione,
che un eventuale attacco ai Paesi Arabi
vede l’Italia in prima posizione

E tutti sanno dell’inizio
ma nessuno puo’ parlare della fine.
E questa è la storia dell’ aereo perduto
al largo delle coste tunisine.

La fabbrica di vedove volava
a diecimila metri sulla terra siciliana
il pilota controllava l’orizzonte
la visibilità era buona.

Il pilota era un giovane ragazzo americano
ma faceva il soldato a Verona
E dieci chilometri sotto,
ginestre e cemento a due passi dal mare.

e case popolari costruite sulla sabbia,
nient’altro da segnalare.
Solo la tomba di un giornalista,
ancora difficile da trovare…

E la fabbrica di vedove volava,
sola come un uccello da rapina.
Il mare una tavola azzurra ormai
l’ Africa era già più vicina,

sul cielo una striscia di neve bianca
bianca di cartavelina…

questa che avete appena letto è “Disastro aereo sul Canale di Sicilia”. In molti credono che Francesco De Gregori l’abbia scritta pensando alla tragedia di Ustica. Impossibile perchè è del 1976, quindi 4 anni prima che avvenisse il fatto. Possibile invece, che ben 27 anni dopo, non ci sia nessun colpevole e nessun risarcimento per i famigliari delle vittime. Lo ha deciso la Cassazione due giorni fa.
Tutte le agenzie del mondo hanno battuto la notizia della morte di Carlo Ponti. A me è venuto subito in mente quando l’Argentario era ancora l’Argentario. Quando suo figlio Alex sposò Priscilla Rattazzi. Al Monte. Rinfresco alla Trattoria “da Orlando” nel cuore dello Sconcione. Una ventina invitati. Niente a che vedere alle pottate Ricucci-Falchi. Io non sono un nostalgico, non amo i revival, ma lasciatemelo dire “quelli eran giorni…”.

Uno mi ha detto : ” Ti e’ piaciuta la Villoresi che leggeva il Presepe?” No, nun mè piaciuta!

A proposito di presepe. Non mi so perso “Natale in casa Cupiello” con la Repubblica della settimana scorsa. E non mi perdero gli altri dvd delle commedie di Eduardo.

Martedi facevo zapping fra Ballarò e Teletirreno. La voce di Mastracca mi ricorda l’estate, non so perché. Covitto mi piace. Mi dite perché gli allenatori di successo e non sono tutti orbetellani. E’ sempre stato cosi. Dai tempi di Roncucci, Di Chiara e Danesi. Oggi dei nostri c’è solo Cillo. E Calcetti. A proposito di Calcetti, caro Mastracca hai perso l’occasione di chiedere al Presidente dell’Argentario se è vero che l’ha esonerato perché non seguiva le sue indicazioni. Per correttezza devo dire che Benvenuti in televisione parla molto bene. Spigliato e corretto. Insomma tiene bene la scena. Così come Covitto.

Un altro negozio storico della Pilarella ha chiuso. La boutique ” La Vela “, che raggiunse i massimi successi sotto la proprietà della signora Elsa Iacovacci. Mi ricordo con lei sempre Ida la sorella di Carlo il farmacista. Io ci compravo i golfini “Les Copains”.

Ora io mi chiedo e vi chiedo se è un successo che 4 quartieri (come li chiama il Muscio sulla nazione) e il Comune si uniscono in collaborazione e partoriscono quelle due cose li. La colpa non è certo delle donne ma di quelli come Franchetto e di Marco dell’edicola che è stato un evento meborabile. Alle donne rimprovero solo una mancanza di fantasia, Se bafane dovevano essere che fossero almeno sexi. Via le gonnellone e su minigonne e short. Con calze smagliate. Sarebbe stata un altra cosa . Pure per i bambini. Vabbè sarà per la prossima volta. Quando? Per Carnevale! I 4 quartieri e il Comune organizzano “Il ballo del Mouline Rouge”. Fateci vede’ le cosce!!!!!!

Il bar Chiodo è chiuso per due mesi. Il proprietario è appena partito per le ferie. Dopo una lunga incertezza fra Montecarlo, Sanremo, Saint Vincent e Campione d’ Italia ha optato per le Canarie. Il Bar Giulia vuole solo gente che si fruga. I lavori vanno pagati. Gente a scaldar le sedie non ce ne vogliono. Se non consumi, e non una volta sola ti guardano male. Mi diceva Luciano L. che avendo lui l’abitudine di sedersi nella sedia fra le macchinette mangiasoldi e il gabinetto, era stato avvicinato da uno dei propretari che gli ha detto che quella era la sedia per faceva la coda al bagno e che non poteva starci. Naturalmente lui, non si è mosso, visto che no  c’era nessuno in fila. Dopo 5 minuti, in modo più simpatico, gli si è avvicinato Piperone con un piattino e l’ha detto ” tè Luciano”. Al che lui gli ha chiesto”: “che ci devo fa’?” “Così quando i clienti escono dal gabinetto ti fanno l’elemosina”.

Credevo che i finanzieri non potevano giocà alle macchinette. Credevo male.

Un amico mi ha passato il cd “Neil Young & Crazy Horse Live at Fillmore East 1970”. Uscito nel 2006. Duelli di chitarre che oggi se li sognano. Chissenefrega se è del 1970, se non era mai uscto prima? Mi sa che il vecchio Neil sta mettendo mano (con calma) ai propri archivi…usciranno cose pazzesche.

“Farei pazzie per la Melandri” (Franco Califano)

SE chi dovrà decidere a chi dedicare lo stendardo del prossimo Palio ha le palle e amore per la manifestazione, non può che dedicarlo al Cinquantenario delle quattro vittorie di fila della Pilarella. Poi naturalmente verrà il momento di ricordare le Coppe d’oro del Valle, della Croce, della Fortezza. Dopo. Ora se davvero ci tengono alla Storia del palio incominciassero a ……

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