Una bandiera per te ci sarà sempre

"Eeehhh, ma al mi funerale ci venite?". "Denia, ti pare che non ci venimo….". Finiva così un articolo sul vecchio pilarella.com. Era dell'agosto del 2007. Un intero articolo dedicato a questa donna tutta Pilarella e murello, quello di fronte al palazzone di Via Martiri d'Ungheria. E' stato Paolo Bracci ex Capitano del rione ad indicarmi la frase finale di quell'articolo. Proprio ieri a casa di Denia.

L'articolo era appeso al muro del corridoio, dentro una cornicetta. Tanti hanno diplomi, lauree, attestati in bella mostra sulle pareti di casa. Denia aveva quest'articolo con tanto di foto. A volte si buttano giù due righe tanto per empire gli spazi del web. Alcune volte ci si prende qualche pesce in faccia, delle altre non ci si rende conto che delle belle parole spese per una persona qualsiasi rimangono per sempre. Ma Denia non era una qualsiasi. Lei era quella signora che spesso e volentieri trovavi a sedere davanti la finestra della cucina. Curva delle suore, salita davanti casa del rimpianto Nucci, aricurva a destra e proprio mentre sterzavi sulla sinistra nei pressi delle piletta di Via Martiri d'Ungheria era d'obbligo il solito saluto "Deniaaaaa". E mentre la superavi sentivi rispondere "Belloooo"….. Una pilarellaia particolare: voleva sempre una bandiera ogni anno. Ma che ci faceva mai co ste bandiere? Magari si scordava dove le avesse messe. E ogni anno mi chiedevo se fosse stato possibile darle un altra cosa, che ne sò una maglietta o un portachiavi. Poi, in fin dei conti, cos'è una bandiera? E' niente economicamente, ma allo stesso tempo è tanto perchè rappresenta i colori del cuore, quelli del proprio rione. E allora via giù, verga con la bandiera. E lei non mancava di sostenere il rione con un contributo sostanzioso, sicuramente di gran lunga superiore al proprio tenore di vita di pensionata. Ma ogni volta che le dicevamo "Denia, so troppi 50 euro" , lei rispondeva sempre "Zitto e piglia. Il mi povero marito Cacino dava di più….". Ieri ad Alessandro, il figlio, gli ho detto se aveva un bandiera da qualche parte dato che noi non ne avevamo in casa una. Non sapeva, ma bastava aprire qualsiai cassetto e sicuramente un drappo bianco-rosso-blù sarebbe sortito fuori. Ed infatti una è apparsa dal ripostiglio ed è stata messa subito sul letto di camera…. Conobbi Denia quando facevo le elementari. Alessandro è di leva con mio fratello Roberto ed erano in classe insieme alle elementari. Cacino junior era una peste. Uno degli ultimi stradini. Puntuale nel pomeriggio sentivi Denia che si affacciava dal palazzone e gridava "Alessandrooooooooo". L'eco rimbombava dal molo alle vie del centro storico. Se non ci fosse stata la collina della fortezza spagnola credo si sarebbe sentita anche al Poggio Briaco. Tipo l'urlo di dolore di Fantozzi quando nel camping dei tedeschi subisce due martellate sul pollice dall'amico Filini…. E poi gli svenimenti. A volte le capitava di perdere i sensi per il caldo o per un abbassamento di pressione. Mi ricordo che una mattina fuori Carlo il macellaio c'era un capannello di persone. Arrivai e domandai a Michela di Libero della Lucciola cosa fosse successo. La risposta fu "Niente… E' Denia che è svenuta". "Aaahhhh…" Era routine al Pianetto….. Ieri se n'è andata dopo due settimane dove si è spenta piano piano. Non mangiava e beveva più. Era all'ospedale di Pitigliano…. Oggi una bandiera ci sarà sicuramente e ci sarà sempre dove dormirai. Ciao Denia, veglia su tutti noi……

Claudio Busonero