Giudizio Universale: Ciuri Ciuri

E’ la prima volta che mi viene di scrive la mia rubrica in stagione, ma come diceva una mia indimenticata conoscenza: “Dopo Ferragosto si avvicina Natale”. Ed allora eccomi qua. Devo dire che in questi mesi i curatori del sito si sono dati un gran daffare a tenere informati tutti coloro che sono fuori paese.

Perché il sito è fatto sopratutto per loro. A dir la verita è successo molto poco, ma loro hanno scritto talmente tanto che sembrava che allo scalo succedeva la fine del mondo. Ma chi c’era sa che mai come quest’ anno l’aria che si respirava era molto saporifera. Gira gira mi sa che ciavevano ragione quelli che dicevano che “pure il Palio va a finì”. Ditemi voi a chi interessa oggi la manifestazione? Giusto il giorno di Ferragosto. A qualcuno. Perché i più lo guardano come guardano la Processione, i fochi o il tanto conclamato Pagliaccio. La gente lo vede come un occasione per uscire, ma non sanno nemmeno chi voga per il proprio rione. Proprio rione? Ma chi è che ha più un proprio rione? La minoranza. E meno male che c’è qualche forestiero che si è talmente integrato che ne sa più di noi. Magari è arrivato da una decina di anni e parla di Coppiette, cellulose, Montagnoli come se l’avesse visti. Conosce i tempi di tutti, parla di gavitelli, di correnti di pittura e dislocamento. Eppure c’è qualche santostefanese che dice “ma questo che ne sa!” Senza capire che se ci fossero più tipi come loro si vivrebbe tutta un altra atmosfera. Certo è difficile immaginare uno di noi andare a Basicò alla fiera dei carretti siciliani ed entusiasmarsi come a fatto lui nel dvd del Palio. Piangere di commozione e gioia per la vittoria del rione che sente suo. Come quell’ altro che veniva dall’ entroterra della maremma mi sa dall’ Albinia e pure lui entrò nel direttivo dei puzzoni. Loro sanno tutto, e dicono che se il figlio un giorno vogasse per un altro rione, sarebbero contro di lui. Prima il valle e poi se non dovesse vincere, il figlio. Ma non sa che se uno è un vero rionale, al figlio non potrebbe mai venire in mente di gareggiare per un altro rione. Ma purtroppo non è il solo a non saperlo. E’ finita la mentalità di appartenenza. I miei figli sono tutti della Pilarella, anche se hanno sempre abitato in un altro rione e la loro mamma è contadina. Certo in questi anni di magra sono contenti per lei, e li fanno festa, ma prima viene la Pilarella. Appartenenza. Tradizione familiare. Tutti concetti che purtroppo vanno a finire.

Altre puttanate.
Gemelli diversi: Alocci Fabio (Caibbe pontilista) – Luciano Ligabue (Italian Roker)

L’ho letto in una notte. Parlo di “10 anni in due” del Negro e Teofila. Da non perdere. Parla della generazione beat santostefanese. Io l’ho sfogliato e l’ho comprato. E non mi pento. 15 euro spesi bene. Eppure ho sentito paesani dire: “ma non e’ la mia generazione”, oppure “ora so diventati tutti scrittori.” Compratelo non ve ne pentirete. Una cosa vorrei dire al Teo: “perché non avete messo il nome di “colui” che venne al camping di Castiglione con il trence? La storia sarebbe stata piu’ completa: “oh bui di culi!!!”

C’era una volta un bar. Meno male che la Fortezza vince, così per un paio di ore, dalle otto alle dieci della sera di Ferragosto sembra pieno.

Questa estate mi è mancata la rubrica “Colpi di Sole”. Perché l’avete tolta?

Vorrei parlare del servizio pilotaggio sulle banchine. Ma mi dicono che non si può. Vorrei parlare Del Principe, ma mi dicono che non si può.

L’australiana sa il fatto suo, mentre la bevanda dell’estate è il birrone champagne di scurreggina.

Vado in culo alla Villoresi, ma la performance della De Sio l’altranno e di Mauro Pagani l’altro giorno sono state di grande spessore. E fatte in Piazza sarebbero state ancora più belle.

Momento più emozionante dell’estate: Guzzon che sventola la Bandiera.

kaira
nanni