Un amore impossibile by Giorgio Severi (9ª puntata)

Su di noi nemmeno una nuvola
su di noi l’amore e’ una favola
su di noi se tu vuoi volare
lontano dal mondo, portati dal vento
non chiedermi dove si va…..

La voce intonata di Filomena lo sveglio’ nel piu’ bello del sogno. Era rientrato tardi la notte prima quando mancava poco ad albeggiare. Non si alzo’, e rimase sdraiato nel letto con le mani dietro la nuca ad osservare il soffitto. Poi allungo’ una mano sul comodino e prese una Gitane. La accese. Se la gusto’con lunghe tirate. Rocco era felice di aver incontrato di nuovo Monica. Con lei si sentiva almeno venti anni di meno. Aveva voluto ascoltare tutto il concerto di Pupo, e lui aveva potuto capire che lei in paese conosceva un sacco di gente. Verso l’una andarono al Grottino ed appena entrarono Marco Merenda grido’: ” a bellaaaa”. E si dettero un cinque. Il ragazzo si stupi’ che Rocco conosceva Monica in quanto era ormai diventato un cliente abituale del locale. Infatti chiese:” A lei cosa servo? Un camparino”. Ma Rocco ribatte’: ” No, mi dia un brancamenta con ghiaccio”.La Fabio era ancora li’ e non ne voleva sapere di andare giu’. Ad una certa ora arrivaro un gruppo di ragazzi amici di Monica, la quale glieli presento’. Per ultimo entro’ uno che gli salto in collo e disse: ” A genovesa quando sei venuta?” Lei ricambio’ l’abbraccio e disse: “Ti presento Rocco” “Piacere Giuntino”. Monica gli spiego’ che costruiva barche e in un baleno organizzarono una gita per il pomeriggio seguente. Verso le tre Rocco accompagno’ Monica alla casa dei suoi nel centro storico della Fortezza e giunti nel portone si abbracciarono come due adolescenti. Le mani di Rocco diventavano sempre piu’ audaci, ma lei aveva paura di essere scoperta dai suoi ed esclamo’ “shhhh!ci sentono”. Poi si inginocchio’ e…..Torno’ verso il Molo che gli operai del comune stavano levando le sedie dalla piazza. Quel sabato mattina Monica sarebbe andata al mercato di Orbetello con la mamma e si sarebbero visti soltanto alle due per la gita. Ando’ al bagno e mentre si radeva vide che i capelli cominciavano ad essere troppo lunghi. Si ricordo’ che l’unico barbiere che aveva visto era alla Panoramica, quindi una volta uscito si incammino verso Via dei Tonni. Quando entro’ chiese quanto tempo doveva aspettare. Il barbiere aveva una faccia simpatica e portava i capelli raccolti in un piccolocodino. Portava una camicia Hawaiana aperta sulpetto, su un paio di bermuda rosso porpora. Ai piedi un paio di sandali capresi. Gli disse che davanti c’erano le tre persone a sedere, piu’ uno che era al bar.In tutto circa un’ora e mezza. Il primo cliente si alzo’quasi subito e il barbiere dopo aver dato una spazzata in terra usci sulla porta e incomincio a gridare:”Massimo…Massimoooo!” “ma che se messo a gioca’? Ora lo vado a chiama'” Torno con il giovane dopo un paio di minuti. Intanto Rocco prese Max ed ando’ subito alle pagine musicali. Lesse un’articolo sul concerto che Simon&Garfumkel avrebbero dato il mese dopo a Roma, ed in fondo la firma: Felicita Martini. Sua figlia. Cominciava a farsi conoscere. Sulla porta appari’ una donnina, Alfonsina, che disse “Faido t’ho portato una cesta di fichi. Ti li metto di la’? Ntiscorda’ di portalli a Evelina”. Nel locale parlavano di Pupo e del nuovo sindaco appena eletto. Ma all’improvviso la quite fu sconvolta da una bella donna che con irruenza entro’ nel locale e con le mani sui fianchi rivolgendosi al barbiere grido’: “Atte’ o li telefoni te o ci vado io in comune! E allora misentinooooooooo!” Il barbiere rispose calmo: “Non tipreoccupare. Ora telefono e risolviamo tutto”. Poi la signora girandosi verso Rocco e gli altri continuo’: ”
Ma vi sempra giusto che e’ tre giorni che non si potemo nemmeno lava’ la faccia! E si che ciavemo 300 litri di deposito” E’ na vergogna! Tutti lanni sta’storia. Ma stavolta mi sentino…Io bono se misentino…”. Poi capendo che Rocco era un forestiero si rivolse direttamente a lui: “scusate eh, ma co quarcheduno mi devo sfoga’!…” e prese la via della porta, ma tornando subito dentro, con voce amorevole disse: “che ti fo da mangia’? “il barbiere sempre calmissimo: “non ti preoccupare …qualcosa di leggero…con questi caldi…” e la moglie “in cantina ciavemo sempre du poponi di Nino, lm ifratello, quelli della Parrina…famo prosciutto e melone?…” ” si…si…prosciutto e melone va bene…”La signora usci’ di nuovo, ma come ripensadoci rientro’e questa volta con voce piu’ forte grido’: ” pero’ coi piatti di carta eh! nte ne veni’ che nce acqua”! e sene ando’. Erano le 12 30 quando Rocco fu invitato a sedersi sulla sedia. Faido sentendo l’accento romano inizio’ un discorso su Roma, quando con la coda dell’occhio vide uno scooter parcheggiare fuori la bottega. Con voce bassa disse a Rocco: ” credo che non ha scelto la giornata giusta per farsi icapelli…stia a vedere chi arriva…”. L’uomo dimezza eta’, un po’ tracagnotto ma con una bella faccia. Proprio una di quelle facce che piacciono a Rocco nelle sue sceneggiature. “Faido,ciai tempo pe naggiustatina?” “a quest’ora? fra 10 minuti chiudo…passa oggi…” “va bene alle quattro mi fo trova’ qui” usci’ e anche lui rientro”‘. ” Ah Faido, ho visto che Ferragosto viene di domenica… come famo…”il barbiere continuando a tagliare i capelli rispose ” N’ ti preoccupare, apro per te, oppure vengo acasa tua, come per gli sposi…” E l’uomo, rilassatosi se ne ando’. Alche il barbiere disse a Rocco: “Ma le pare che un giorno si e l’altro no questo deve venirea farsi aggiustare le basette e il pizzetto?”. Rocco dalla bottega all’una e si diresse verso il Grottino dove aveva appuntamento con Monica. Lei era gia’ dentro e sfogliava la Nazione. Rocco le ando’ dietro e le baciò la nuca. Lei non smetteva di parlare descrivendoli tutti gli acquisti fatto al mercatino. E sopratutto i prezzi. Tutti buoni affari. Rocco le disse che quella notte aveva immaginato una scenografia e che l’avrebbe chiamata ” Un’amore impossibile”. Monica chiese:” Impossibile quanto?” e Rocco di rimando “questo lo devi decidere tu. Non sono io che mi devo sposare ad Ottobre”. Il discorso fu interrotto dalla vista di un guzzo che a tutta velocita’ dal porto stava raggiungendo la Pilarella. ” E’ Giuntino” disseMonica, questa volta con un filo di tristezza negli occhi, come se fosse stata riportata nella realta’dall’ultima frase di Rocco…..

-continua-